Questo libro è un romanzo horror ma non solo…

Precisando che per me “horror è il telegiornale”, ho presentato La maschera di Sekhmet come un romanzo “horror” in quanto ritengo di aver evocato tra queste pagine una situazione d’incubo, mirata a suscitare nel lettore sentimenti di spavento e orrore, sebbene a detta di molti lettori questo racconto sia anche un thriller, per la suspense che è riuscito a suscitare in molti di loro, tanto che i più lo hanno letto tutto d’un fiato, spinti da una irrefrenabile curiosità di sapere che cosa sarebbe successo nel capitolo successivo.

Inoltre diverse persone mi hanno confidato di essere state pervase da un forte senso di eccitazione mentre leggevano il libro, ed in particolare in quelle parti in cui descrivo alcuni momenti di erotismo “non convenzionale”, diciamo…

Una lettrice infatti mi ha scritto: “Non ti nascondo un certo turbamento mentre leggevo alcuni passaggi… c’è un erotismo molto sottile, che fa vibrare corde non convenzionali… e sconvolge allo stesso tempo, perché le corde vibrano per delle situazioni che non avrei, nel mio caso, mai considerato”.

Del resto in qualsiasi racconto o film horror che si rispetti, secondo me, un po’ di erotismo non può mancare, essendo Eros e Thanatos le due grandi pulsioni che “scandiscono la dimensione psichica e biologica di ogni essere”.

Nel racconto questi istinti primordiali e pre-morali, o per qualcuno magari immorali, si manifestano attraverso “un viaggio nell’oscurità che esplora veramente gli aspetti più cupi dell’animo umano…”

L’opera raffigurata è “Eros e Thanatos” di Emil Schildt.

Emil Schildt – Eros e Thanatos La maschera di Sekhmet

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Fonti di ispirazione del libro La maschera di Sekhmet

Ciò che ha ispirato La maschera di Sekhmet – oltre al sinistro fatto di cronaca nera di cui ho già accennato in uno dei miei precedenti articoli (La setta dei vampiri) e svelato all’interno del libro – è senza ombra di dubbio la serie tv The Following.

In questa serie televisiva thriller, tratta concettualmente dalla prima versione – poi eliminata – della sceneggiatura del film Scream 3, delle persone apparentemente normali e assolutamente insospettabili prima aderiscono – tramite i social media – ad una sorta di “fan club” di uno spietato serial killer detenuto in carcere: Joe Carroll, che è ossessionato dalle opere di Edgar Allan Poe, e successivamente alcune di esse decidono persino di entrare a far parte di una setta segreta.

Questa setta (dal latino secta, “seguito”) si basa sul culto della personalità di Joe Carroll, imitandone le gesta, perseguitando i suoi nemici e mettendosi completamente al suo servizio, eseguendo ogni suo volere.

Codeste persone quindi invece che coltivare, come è normale che sia, delle ambizioni personali e dedicarsi a realizzare i propri progetti di vita, decidono di mettere sé stesse e ogni loro capacità al servizio di una setta, in funzione di uno scopo che ritengono superiore a qualunque altro desiderio o bisogno individuale.

Mi sono dunque chiesto come questo sia possibile, che cosa si prova a vivere in una setta e in funzione dei suoi dettami, arrivando pure – in casi come questo – a commettere dei reati molto gravi.

Tali interrogativi devono aver, evidentemente, stimolato la mia fantasia e messo in moto qualcosa nella mia mente…

Il protagonista del mio racconto si ritroverà infatti ad essere risucchiato all’interno di una setta molto pericolosa – governata da una spietata ginarchia – con tragiche conseguenze…

the following la maschera di sekhmet

Il sangue è la vita

Nell’ottavo capitolo del libro La maschera di Sekhmet ho inserito una breve preghiera che gli Adoratori di Sekhmet le rivolgono, dando inizio a ogni rituale pronunciando queste parole:

«Sekhem Et, Occhio adirato di Ra, Tu che sei La Potente, / ascolta la mia preghiera: / sono il tuo schiavo, ti nutrirò di sangue e Tu mi nutrirai di potere…»

La prima parte è composta da parole che sono state effettivamente estrapolate da antiche preghiere che gli egizi rivolgevano alla Dea Sekhmet.

La terza parte invece è una frase che compare nel racconto “L’orrore nel museo” (The horror in the museum), scritto da H. P. Lovecraft nel 1932 e pubblicato sulla rivista Weird Tales nel luglio del 1933.

Ho voluto infatti rendere omaggio al “solitario di Providence” inserendo nel mio romanzo breve questa piccola citazione, che nel racconto originale viene invece rivolta all’oscura entità Rhan-Tegoth.

Sempre in questo racconto Lovecraft scrive “Il sangue è la vita, i demoni ed i più antichi spiriti elementari della Terra accorrono al richiamo quando il sangue dell’uomo o di un animale viene offerto nelle giuste condizioni”.

E questo infatti è anche il credo della setta degli Adoratori di Sekhmet, che compiono sacrifici di sangue umano ripetendo in modo ossessivo: «Il sangue è la vita».

Credenza questa che si perpetua sin dagli antichi sumeri, ma anche un’ulteriore citazione – ripresa dal romanzo “Dracula” scritto da Bram Stoker nel 1897 – che ho voluto inserire.

Nel romanzo è il personaggio di Vlad III Principe di Valacchia (noto anche come “Vlad Țepeș”) che prima di diventare “Dracula” – sentendosi tradito dalla Chiesa – pronuncia queste parole:

Rinuncio a Dio! Risusciterò dalla mia morte per vendicare la sua con tutti i poteri delle tenebre. Il sangue è la vitae sarà mio!”

Ha inizio così – prima facendo abiura e poi formulando un patto – la sua ribellione e trasformazione…

il sangue è la vita

Chi sono i real vampires

Se il termine real vampires è abbastanza recente, il fenomeno a cui esso si riferisce si manifesta invece in alcuni esseri umani sin dalle più remote antichità.

Oggi però solo un esiguo numero di persone, tra coloro che si definiscono dei “real vampires”, si sentono realmente attratti dal bere il sangue umano come i vampiri – solitamente tramite donatori volontari, senza quindi commettere nessun tipo di reato – la maggior parte infatti di coloro che praticano il cosiddetto vampirismo reale dichiarano di essere dei vampiri energetici, vampiri psichici, pranici, che si nutrono delle emozioni umane, tutto insomma fuorché il sangue.

Nel racconto che ho narrato nel libro La maschera di Sekhmet invece le ragazze che governano la setta degli “Adoratori di Sekhmet”, come una spietata ginarchia, sono a tutti gli effetti delle vere e proprie real vampires di tipo “Sanguinarian”, ovvero delle persone che si credono vampiri e che come tali bramano bere sangue umano come i vampiri, in questo caso spingendo i loro seguaci a procurarglielo per offrirlo alla Dea dalla maschera leonina e alle sue Sacerdotesse.

La storia che ho scritto si ispira infatti alle sinistre gesta di una setta di vampiri che è realmente esistita, e che verso la metà degli anni ’90 si è resa responsabile di numerosi reati, tra cui anche degli omicidi rituali…

Chi sono i real vampires

Sekhmet la Potente

Sekhmet è un’antica Dea egizia, il cui nome significa “Colei che è potente”.

Nei libro, oltre a maggiori informazioni su Sekhmet la Dea leonina, ho fornito entrambi i cartigli in cui sono raffigurati i geroglifici che ne compongono il nome.

Tra i due il cartiglio più antico, che precede il periodo del Nuovo Regno, è riconoscibile in quanto non è raffigurato l’ureo: una decorazione a forma di cobra.

Sekhmet era la terribile Dea della guerra, che rappresentava il potere distruttivo del sole, il cui calore poteva anche essere soffocante e mortale.

Secondo il mito, il grande Ra adirato con gli uomini, che avevano cospirato contro di lui, scatenò la furia distruttrice di Sekhmet contro di essi, ma poi ebbe delle difficoltà nel riuscire a fermarla, tale fu la sete di sangue della Dea.

Decise quindi di ubriacarla con della birra, colorata di rosso come il sangue, per impedire che Sekhmet distruggesse l’intero genere umano.

Questa sua famelica “sete” di sangue umano darà origine al mito della Dea Vampira, Madre o capostipite di tutti i Vampiri, ruolo che in altre mitologie è stato attribuito sia a Lilith che a Caino: il primo vampiro divenuto al mondo, secondo taluni.

I Sacerdoti egizi del resto sembra che praticassero una forma segreta di magia, volta ad incantare il corpo astrale, attraverso cui furono create schiere di vampiri, per accrescere ed alimentare il potere della Civiltà Egizia rendendola egemone sugli altri popoli, come è spiegato nel libro “Vampiri”, scritto da Stella Noctis e pubblicato da Aradia Edizioni.

Nel racconto narrato nel libro La maschera di Sekhmet la spietata ginarchia che governa la setta degli “Adoratori di Sekhmet” basa quindi la propria perversa dottrina su un mito reale – quello della sete di sangue attribuita dagli antichi egizi a Sekhmet, da cui nacque successivamente il mito della Dea Vampira – che queste real vampires utilizzano per soddisfare le proprie brame di sangue umano…

Sekhmet la Dea leonina

La setta dei vampiri

Il racconto del libro La maschera di Sekhmet è stato ispirato, in parte, da uno spaventoso episodio di cronaca nera, accaduto negli Stati Uniti, che fece molto scalpore verso la metà degli anni ’90.

In Italia ne parlarono sia in televisione che sui giornali, per diversi giorni, e fu in questo modo che io appresi questa inquietante notizia, che mi colpì profondamente trattandosi di veri e propri omicidi rituali compiuti da persone che si credono dei vampiri.

Un ragazzo di 17 anni, che credeva di essere la reincarnazione di un antico vampiro, aveva fondato una setta dedita al vampirismo reale coinvolgendo due ragazzine adolescenti ed un suo coetaneo.

Se inizialmente gli adepti di questa setta di real vampires, sorta in uno strano miscuglio tra vampiri e sette sataniche, si limitarono a bersi il sangue a vicenda e a compiere orge sessuali nei cimiteri e in isolati luoghi di campagna, successivamente iniziarono a praticare sacrifici cruenti fino a spingersi a commettere dei veri e propri delitti rituali.

Nel libro ho fornito un riassunto esaustivo di questo cupe episodio di cronaca nera, al fine di comprendere meglio tutte le analogie che ho inserito nel racconto atte a rievocare le sanguinarie gesta di questa setta di vampiri…

La setta dei vampiri

Commenti e recensioni al libro La maschera di Sekhmet

Questi sono i commenti che ho ricevuto da alcune persone che hanno letto il mio libro: La maschera di Sekhmet e che poi hanno voluto scrivermi per farmi sapere che cosa ne pensavano.

L’ho letto tutto d’un fiato, è bellissimo e scritto molto scorrevole, la tua scrittura mi piace perché non ti fermi e vai dritto al punto, facendomi provare sensazioni e sentimenti mentre leggo, mi sono ritrovata benissimo dentro perché hai mischiato horror e occulto insieme, sarebbe bellissimo fare un film di questa storia!”

È lì che la qualità del libro si innalza, quando il lettore prova personalmente gli stessi sentimenti ed emozioni, le ho sentite, ho sentito la paura di alcuni personaggi e il potere di altri, è stato un mix di emozioni, è stato un viaggio emozionale quasi personale…”

Lo stile è bellissimo, sembra di viverlo in prima persona. Ho letto credo almeno un centinaio di libri che narravano di cose oscure, ma il tuo stile è veramente unico. L’ho già letto tre volte, è un romanzo molto intrigante”.

È estremamente chiaro, ma nello stesso tempo ha una sorta di delicatezzanon hai descritto scene troppo cruente solo per il gusto di sconvolgere il lettore, è tutto naturale, tanto che ad un certo punto ci si scorda che sia un romanzo e ci si convince che la narrazione in prima persona sia di fatti realmente accaduti. Per questo l’ho riletto più volte, una volta non basta mai”.

Non ti nascondo un certo turbamento mentre leggevo alcuni passaggi c’è un erotismo molto sottile, che fa vibrare corde non convenzionali… e sconvolge allo stesso tempo, perché le corde vibrano per delle situazioni che non avrei, nel mio caso, mai considerato”.

Cliccando il seguente link potrai leggere invece una importante recensione al libro La maschera di Sekhmet che mi è stata fatta sul portale di Spaziofatato, che ho particolarmente apprezzato in quanto è stato colto un importante messaggio insito nel mio racconto, che è ispirato in parte a fatti realmente accaduti, tramite cui ho cercato di stimolare determinate riflessioni nei lettori.

Se hai letto il mio libro e vuoi farmi sapere cosa ne pensi scrivimi pure senza indugio.

Commenti e recensioni al libro La maschera di Sekhmet